
Tutta la notte è passata ed un nuovo giorno fa capolino sul nanopianeta che Rob ha ribattezzato scherzosamente il “pianeta dell’elefante”. Il comandante ha dormito come un sasso in una camera della Torre dell’elefante, fornita regolarmente di un letto ad aria liquida adattabile e molto confortevole. Un rappresentante del governo di stato del pianeta è fuori dalla stanza ad attenderlo per introdurlo alle usanze del posto. I bagni qui non esistono, per i bisogni fisiologici basta premere il pulsante di una piccola apparecchiatura elettronica e dal terreno in qualsiasi punto vengono fuori wc dotati di un tubo aspirante regolabile come dimensioni per raccogliere i bisogni ed un altro tubo ripulente che disinfetta ed asciuga in modo rapido, intelligente e preciso. Il cibo è personalizzato; ci sono pillole che simulano i programmi alimentari per ogni categoria di persone in base al ruolo svolto in comunità e al fabbisogno energetico richiesto. Si può scegliere la capsula che ha durata nutrizionale di un giorno, oppure altre, fino ad un anno di tempo massimo. Rob prende la pillola di programma alimentare della durata di una settimana che idrata perfettamente ed è sorpreso dal sapore eccelso dell’alimento: il gusto non è certo sacrificato perchè la capsula è un condensato nutrizionale di 15 pasti vegetali con verdure e frutti sconosciuti sulla terra dal gusto buonissimo. Ora il rappresentante sorride e telepaticamente invita Rob a seguirlo. Nella stanza dell’ultimo piano della Torre c’è ad accoglierlo un gruppo di umanoidi vestiti con mantelli volanti, un gruppo presidenziale governativo in grado di comunicare con la forza del pensiero in ogni lingua esistente. “Benvenuto comandante Rob! Sappiamo tutto di lei. Ha visto la sua storia sullo Schermo?” Rob non ribatte nulla e un po’ intimidito annuisce silenziosamente. “Lasceremo intatta la sua libertà ma è vero che il pianeta offre molti programmi di vita adatti a lei come ha potuto già vedere sullo schermo globale. Se preferisce però può portare anche qualcuno dei suoi cari qui, se è particolarmente affezionato, i viaggi nello spazio con la nostra tecnologia sono molto veloci anche in galassie lontane. Le regole e le nuove ordinanze del governo universale di questa galassia però invitano a rispettare del tutto la volontà e dare completamente la precedenza al visitatore occasionale, pertanto la ascolteremo senza interferire. Ci dica tutto quello che pensa!” Rob fa un passo indietro e si raccoglie un attimo dentro di sè per riflettere e ordinare le idee più opportune. Vuole solo allontanarsi più in fretta possibile ma è molto preoccupato temendo di finire il resto dei suoi giorni in un pianeta lontano miliardi di anni luce dalla terra. I pensieri e le sue vibrazioni rabbiose ed aggressive sono stati rimossi dal suo cervello dall’elmo spaziale ma il comandante ha tutta la forza per esprimere con grandissimo animo la sua volontà. Inizia a parlare come un fiume in piena, anche se basterebbe solo pensare poichè la comunicazione qui è solo telepatica.
” Okay amici io sono il comandante Rob rappresentante capo della delegazione terrestre viaggi galattici…una persona importante sapete… e sono in questa missione un ricercatore di risorse e materiali spaziali. Ma vengo al sodo subito! Chi è qui il capo? Ascoltami…ho fatto un lungo viaggio pieno di pericoli e poi per un banale guasto meccanico il mio sogno si è infranto precipitando su questo pianeta. Voglio andarmene da qui….okay sia chiaro che non rivelerò nulla a nessuno di quello che ho visto e di voi!” Rob è molto agitato e prende fiato e tempo per continuare… “Mi sembra che tutti pensino alla danza e all’Elefante qui …senza mancanza di rispetto ovviamente. Ho bisogno del tuo aiuto perchè mi sono smarrito….Non è che non mi piaccia il tuo pianeta, sia chiaro. Semplicemente quello che preferisco è prendere la mia Nave e fermare il tempo del mio soggiorno qui!” Gli esseri della presidenza spaziale lo ascoltano impassibili senza commentare o lasciar trasparire alcuna emozione. Rob continua… “Prometto che non parlerò delle cose che ho visto…Quindi… potreste per favore permettermi di lasciare questo posto e scappare? Questo è quello che volevo dire!!!”